Condizioni quadro

Parola d’ordine: servizio di base

Per servizio di base spesso s’intende l’intera offerta della Posta. Tuttavia solo una parte di essa costituisce il servizio pubblico, ovvero il servizio universale definito dalla legge sulle poste. La Posta adempie pienamente alle prescrizioni legislative, offrendo addirittura servizi che vanno al di là di quanto previsto. Per esempio, in base alla legge sulle poste le lettere di posta A devono essere recapitate almeno cinque giorni a settimana, mentre la Posta le recapita addirittura sei giorni.

Il 90% in 20 minuti

Dal 1° gennaio 2004 la Posta ha un mandato infrastrutturale che le impone di gestire una rete capillare di uffici postali. Inoltre, gli uffici postali che offrono le prestazioni del servizio di base devono trovarsi ad una distanza ragionevole; devono cioè essere raggiungibili nel giro di 20 minuti per il 90% della popolazione. In questo senso è decisiva la raggiungibilità tramite trasporti pubblici o a piedi.

Prima di spostare o chiudere un ufficio postale, la Posta ascolta le autorità dei comuni interessati e cerca una soluzione consensuale. Per il Consiglio federale anche le agenzie sono considerate uffici postali. Il servizio a domicilio è riconosciuto come una valida alternativa all’ufficio postale per l’erogazione del servizio di base. D’altro canto, sia il Consiglio federale che il Parlamento hanno rinunciato espressamente a definire delle norme di legge riguardanti il numero esatto di uffici postali.

La nuova legislazione postale

Per la verifica degli uffici postali la Posta si attiene a tutte le condizioni quadro e alle direttive. Tuttavia il Consiglio federale esige anche di prendere in considerazione i cambiamenti. Questo significa orientarsi alle esigenze della clientela, lavorare in maniera redditizia, offrire servizi competitivi e incrementare il valore dell’azienda. Perché con l’apertura dei mercati postali in Europa cambia anche il mercato postale svizzero. E questo rende necessaria a sua volta una completa revisione della legislazione postale nazionale, come deciso alla fine del 2010 dal Parlamento federale.

Il nuovo ordinamento crea le premesse affinché tutti gli operatori di servizi postali siano sottoposti alle stesse regole e affinché sia garantito l’alto livello del servizio di base. In tal modo la Posta mantiene l’obbligo di fornire in tutto il Paese il servizio di base (servizi postali e traffico dei pagamenti). Un’ulteriore disposizione comporta, come finora, una rete capillare di punti di accesso, che si tratti di uffici postali o di agenzie («la Posta nel negozio»).

Grazie alla revisione della legislazione postale, la Posta Svizzera dispone di strutture moderne e di un quadro giuridico che le lascia un sufficiente margine di manovra imprenditoriale. Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore a metà 2012, mentre la trasformazione della Posta in una società anonima di proprietà della Confederazione è prevista per l’inizio del 2013.

Apertura del mercato con possibilità di consultazione

L’apertura del mercato in Svizzera avrà luogo gradualmente. Il Consiglio federale ha deciso tramite un’ordinanza di abolire il monopolio delle lettere di peso superiore a 50 grammi a partire dal 1° luglio 2009. Per ora l’abolizione completa del monopolio non è all’ordine del giorno. Il Consiglio federale deve tuttavia sottoporre al Parlamento, al più tardi tre anni dopo l’entrata in vigore della nuova Legge sulle poste, una relazione che illustri le ripercussioni dell’apertura del mercato delle lettere fino a 50 grammi e gli sviluppi osservati sui mercati postali europei dopo la loro completa apertura.  

Uno sguardo all’estero

La rete di vendita della maggior parte dei Paesi europei è diversa da quella della Svizzera. La percentuale di agenzie è molto più elevata (nell’Ue costituisce in media più del 50%). Questo dipende soprattutto dal fatto che – diversamente da quanto avviene in Svizzera – il traffico dei pagamenti non fa parte del servizio universale. Inoltre le minori esigenze di sicurezza facilitano la diffusione delle agenzie all’estero.

Il 1° gennaio 2011 dieci Stati membri dell’Unione Europea hanno messo fine ai loro monopoli postali. Conformemente a quanto previsto dalla terza direttiva postale dell’Unione Europea, Paesi quali Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo, Slovenia e Spagna si sono aggiunti agli altri sei Paesi che avevano già abolito i diritti di monopolio postale per i loro operatori nazionali tradizionali: Estonia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Ora in questi Paesi l’ultimo e il più grande dei settori protetti nel traffico delle lettere – quelle di peso fino a 50 grammi – è aperto alla concorrenza. Di conseguenza, circa il 95% del mercato interno postale dell’Unione Europea è ormai liberalizzato.

Agli altri undici Stati membri – Cipro, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Repubblica Slovacca e Ungheria – sono stati comunque concessi altri due anni per attuare la liberalizzazione totale all’interno del loro Paese.